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Mountains of light – United in diversity

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Mountains of light – United in diversity

Installazione urbana per Piazza Città di Lombardia  – Palazzo Lombardia

All’interno del progetto Oasi Life Experience –  Casa Lombardia 6 febbraio 2026 – 15 marzo 2026

Ideazione e produzione artistica: Quadruslight

Curatela di Quadruslight Team: Fortunato D’Amico, Consiglia Farinella e Paola Martino

VISION

L’installazione Mountains of Light – United in Diversity è progettata per Piazza Città di Lombardia nell’ambito del progetto Oasi Life Experience a Casa Lombardia, promosso dall’agenzia Idea Integrale e realizzato da Quadruslight, ideatore e promotore della mostra, con la curatela di Quadruslight Team: Fortunato D’Amico, Consiglia Farinella e Paola Martino.

Il progetto assume la forma di un segno visivo emblematico, capace di raccontare con forza poetica il legame tra montagna, sport, sostenibilità ambientale, uguaglianza e dialogo tra i popoli. La sua ideazione si inserisce in dialogo diretto con lo spirito delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, evocando valori di cooperazione, rispetto dei territori alpini e responsabilità condivisa verso le risorse naturali.

Al centro della visione risiede il principio che la pluralità delle identità etniche, culturali, linguistiche o di genere non indebolisce, ma rafforza. Le società prosperano quando le differenze vengono riconosciute, illuminate, celebrate.

Le quattro montagne di luce, retroilluminate attraverso avanzati sistemi Quadruslight, emergono come grandi superfici riflettenti capaci di catturare e rilanciare la luminosità che le avvolge. La neve che ricopre idealmente le cime diventa un amplificatore naturale della luce: i versanti si trasformano in schermi che ridistribuiscono un bagliore comune, simbolo di una risorsa preziosa condivisa.

Lo sport, inteso come linguaggio universale di pace, e rappresentato dalle opere degli artisti, crea luoghi di incontro tra atlete e atleti provenienti da regioni e culture differenti. Le discipline invernali diventano così spazi simbolici di collaborazione, rispetto e armonia.

CONCEPT

La piramide specchiante. Il cuore della montagna

Al centro dell’installazione si erge una piramide specchiante, cuore simbolico e visivo del progetto. L’installazione Mountains of Light-United in Diversity assume la piramide come forma architettonica e concettuale centrale. La piramide viene intesa come artefatto umano che traduce la montagna in costruzione, una forma primaria che richiama stabilità, orientamento e ascesa, elementi costitutivi dell’esperienza montana e dello sport invernale. Il suo profilo ascensionale rimanda all’archetipo della montagna come luogo sacro e di connessione tra cielo e terra, spazio in cui l’azione umana si misura con la verticalità, il limite e la responsabilità.

Nel quadro delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, la montagna rappresenta il luogo fisico e simbolico da cui le discipline invernali hanno origine. La piramide rende questa relazione leggibile nello spazio urbano, trasformando il paesaggio alpino in una forma riconoscibile e condivisa, capace di dialogare con il contesto architettonico contemporaneo.

La piramide stabilisce inoltre un dialogo ideale con la Piramide del Louvre di Parigi, città che ha ospitato le più recenti Olimpiadi estive. Questo riferimento introduce un ponte culturale e simbolico tra eventi olimpici e capitali internazionali. Il legame si rafforza attraverso la figura di Ieoh Ming Pei, autore dell’iconica piramide parigina e anche tra i progettisti di Palazzo Lombardia.

Si genera così una continuità architettonica e culturale che collega Milano a una rete globale di città, istituzioni e spazi pubblici, in cui l’architettura diventa strumento di rappresentazione collettiva.

La collocazione dell’installazione in Piazza Città di Lombardia, di fronte a Palazzo Lombardia, attribuisce alla montagna un ruolo centrale nello spazio istituzionale. La sede della Regione diventa il luogo in cui il territorio alpino, normalmente percepito come periferico, viene assunto come elemento fondante dell’identità pubblica e del progetto olimpico. In questo senso, l’installazione svolge una funzione di anticipazione e promozione culturale delle Olimpiadi Invernali, attiva nel periodo che precede l’evento.

All’interno della piramide si sviluppa un dialogo tra montagne artificiali e montagne reali. Le immagini fotografiche mettono in relazione grandi architetture piramidali storiche, come Giza, Angkor Wat e le piramidi mesoamericane, con montagne reali collocate nei quattro punti cardinali. Le piramidi storiche vengono lette come montagne costruite, espressione del tentativo umano di stabilire un rapporto simbolico e duraturo con il paesaggio naturale.

Questa relazione non stabilisce gerarchie, ma evidenzia una continuità di senso: la montagna naturale e quella artificiale condividono una funzione di riferimento, attraversamento e orientamento collettivo. La piramide centrale diventa così una soglia spaziale e visiva, luogo di convergenza tra geografie, culture e modi differenti di abitare la montagna.

Il gesto sportivo che abita la montagna

All’esterno, la struttura accoglie immagini dedicate agli sport invernali, realizzate da artisti chiamati a interpretare le discipline olimpiche. Se l’interno è dedicato alla montagna come forma e archetipo, l’esterno restituisce il gesto sportivo come pratica contemporanea che abita quel paesaggio. Lo sport viene presentato come linguaggio condiviso, capace di trasformare la montagna in spazio di incontro, regole comuni e dialogo tra differenze.

L’installazione, nel suo insieme, costruisce una relazione chiara tra territorio, sport e spazio pubblico, rendendo visibile il significato delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 come evento radicato nella montagna e aperto al mondo.

Facciate interne

Le montagne del mondo. Geografia simbolica e orientamento olimpico.

Le facciate interne dell’installazione definiscono uno spazio di orientamento e relazione, costruito attorno alla piramide centrale come fulcro visivo e concettuale. Attorno a questo nucleo si dispongono quattro cerchi luminosi a terra, ciascuno dedicato a una montagna simbolica riferita a una grande area geografica del pianeta: Nord, Sud, Est, Ovest.

Ogni cerchio funziona come punto di riferimento spaziale, contribuendo a costruire una geografia essenziale, leggibile e condivisa, che supera i confini nazionali e mette in relazione territori lontani.

Al centro di questa disposizione si inserisce un quinto elemento luminoso, sospeso verso lo Zenit, dedicato alla Costellazione del Dragone. Visibile durante tutto l’anno nel cielo lombardo e tra i più antichi simboli celesti associati alla città di Milano, la costellazione introduce una dimensione verticale che completa la geografia terrestre. Il riferimento al cielo stabilisce una continuità tra orientamento umano, paesaggio naturale e memoria simbolica del luogo.

Le cinque presenze, quattro terrestri e una celeste, costruiscono una struttura di relazioni che richiama, senza riprodurli formalmente, i cinque anelli olimpici. Il riferimento resta intenzionalmente non letterale: ciò che emerge è un principio di equilibrio, coesistenza e armonia, in cui ogni elemento mantiene la propria identità all’interno di un sistema unitario.

Questa articolazione visiva è sviluppata attraverso un corpus fotografico che mette in relazione montagne artificiali e montagne reali. Le immagini delle architetture piramidali e delle montagne naturali sono realizzate da Roberto Polillo, Daniela Pellegrini, Susanna e Francesco De Fabiani e Gianni Maffi.

Le facciate esterne

Lo sport come strumento di relazione e spazio condiviso.

Le quattro facciate della struttura esterna modellati a forma di “L”, ospitano visual contemporanei dedicati agli sport invernali protagonisti di Milano Cortina 2026.

Attraverso linee dinamiche, graffiti, pattern e cromie ispirate agli elementi naturali, vengono evocati: l’energia umana, il rapporto con la montagna, la tensione al movimento e il senso di equilibrio e dialogo con l’ambiente.

Lo sport non è rappresentato come competizione, ma come territorio comune, capace di unire comunità e favorire rispetto reciproco.

Ognuna delle quattro facciate della struttura esterna saranno affidate a quattro street artists di fama internazionali: Oliver D’Auria, Iena Cruz, Solo & Diamond, KayOne. Le stesse opere che rivestiranno la struttura della mostra saranno riproposte all’interno dell’area lounge dell’Oasi Experience, realizzate in tecnica Quadruslight nel formato 200 × 150 cm (h).

Presentate come corpus unitario, le opere interpreteranno le discipline olimpiche e paralimpiche nello spirito dell’evento, celebrando i valori di inclusione, energia condivisa e dialogo tra le differenze.

CONCLUSIONE

Mountains of Light. United in Diversity, ideato e prodotto da Quadruslight, con la curatela di Quadruslight Team – Fortunato D’Amico, Consiglia Farinella e Paola Martino – promosso da Idea Integrale nell’ambito del progetto Oasi Life Experience a Casa Lombardia, trasforma Piazza Città di Lombardia in un paesaggio simbolico di luce e relazione, dal 6 febbraio al 15 marzo 2026.

Una costellazione terrestre e celeste insieme:

un’architettura di luce che unisce montagne, culture, sport e futuro.

L’iniziativa è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

Key Gallery,  art advisor, portavoce e promotrice della street culture nello specifico attraverso l’organizzazione di mostre, eventi, fiere, live painting e presentazioni legate al mondo dell’urban art e di tutte le discipline artistiche che ne fanno parte.

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